Zone a basse emissioni (LEZ): quale impatto hanno sul trasporto urbano e sulla logistica?
In Francia, il particolato fine presente nell'aria è responsabile di quasi 40.000 decessi all'anno*. Ecco perché l'introduzione delle zone a basse emissioni (LEZ) è diventata necessaria in tutto il Paese.
Queste zone a basse emissioni (LEZ) hanno gradualmente trasformato i flussi di traffico nelle principali città. Per le aziende, queste nuove norme stanno inoltre cambiando le modalità di consegna e l’organizzazione dei flussi logistici. Ecco cosa c’è da sapere sulle LEZ e sul loro impatto sui trasporti urbani e sulla logistica.
Che cos’è una zona a basse emissioni (LEZ)?
Una zona a basse emissioni (LEZ) è un'area designata istituita in alcune città per limitare la circolazione dei veicoli più inquinanti. Questa misura è stata introdotta nell'ambito della Legge quadro sulla mobilità del 2019 ed è stata successivamente rafforzata nel 2021 dalla Legge sul clima e la resilienza. L’obiettivo di questa politica è migliorare la qualità dell’aria riducendo le emissioni prodotte dal traffico stradale.
In linea di massima, esistono due tipi di LEZ:
- Le zone a basse emissioni (LEZ) istituite nelle città in cui i limiti di inquinamento vengono regolarmente superati: queste aree sono denominate «territori LEZ» e comprendono, in particolare, l’area metropolitana di Parigi, l’area metropolitana di Tolosa, l’area metropolitana di Bordeaux e l’area metropolitana di Lione.
- LEZ istituite in tutte le aree metropolitane con più di 150.000 residenti: queste zone sono denominate «territori di vigilanza».
A partire dal 1° gennaio 2025, i requisiti delle LEZ si applicheranno alle aree metropolitane con più di 150.000 residenti, in base alle norme di attuazione locali. Di conseguenza, alcuni veicoli Crit’Air 3, 4 e 5, nonché i veicoli non classificati, potrebbero essere soggetti a restrizioni di circolazione o di sosta all’interno di queste aree.
Il bollino Crit’Air per circolare in una ZFE
Il bollino Crit’Air classifica i veicoli in base al loro livello di inquinamento e determina se un veicolo è autorizzato ad accedere a una LEZ. All’interno di una LEZ, ciò che conta è il livello di inquinamento del veicolo. Il bollino Crit’Air classifica i veicoli su una scala da 0 a 5:
- Crit’Air 0: veicoli elettrici o alimentati a idrogeno
- Crit’Air 1 e 2: veicoli più recenti e meno inquinanti
- Crit’Air 3, 4 e 5: veicoli più vecchi, soggetti a restrizioni o divieti
Sono interessati anche tutti i veicoli commerciali: veicoli utilitari, autocarri pesanti, veicoli per le consegne e flotte aziendali. Naturalmente, alcuni veicoli sono esenti. Tra questi figurano i veicoli di emergenza, i veicoli sanitari, i veicoli gestiti dai servizi pubblici e i mezzi di trasporto pubblico.
Buono a sapersi: in alcune città è possibile richiedere un pass ZFE. Queste esenzioni individuali consentono l’accesso temporaneo alle ZFE a determinate condizioni. La maggior parte delle città offre questo pass ZFE, come l’Eurometropoli di Strasburgo, l’Agglomerato di Reims e la Metropoli di Aix-Marseille-Provenza.
Una nuova realtà per la logistica urbana
La logistica urbana — e in particolare le consegne dell’“ultimo miglio” — ha subito un impatto significativo dall’introduzione delle ZFE. Le operazioni di consegna hanno dovuto essere riprogettate per adattarsi alle nuove normative.
Oggi, gran parte dei veicoli utilizzati per le consegne non soddisfa ancora i nuovi standard. Di conseguenza, l’accesso di alcuni veicoli da consegna a determinate aree sta diventando difficile o addirittura impossibile. Talvolta è necessario modificare i percorsi e, in alcune zone, gli orari di consegna possono subire limitazioni. Le flotte devono inoltre passare a veicoli più ecologici.
Le zone a basse emissioni stanno quindi spingendo le aziende ad adottare modelli più sostenibili ed efficienti.
Il trasporto merci deve adattarsi
Per continuare a consegnare le merci, gli operatori del settore dei trasporti devono ora affidarsi a soluzioni più flessibili, sostenibili e meglio adattate ai vincoli urbani. In GEODIS, questa trasformazione è guidata da diverse strategie complementari.
Il trasporto su strada rimane la spina dorsale della logistica e gestisce la maggior parte dei flussi quotidiani di merci. Tuttavia, nelle zone a basse emissioni (LEZ), si sta gradualmente orientando verso veicoli a basse emissioni, come i camion elettrici o quelli alimentati da fonti energetiche alternative. Gli operatori si stanno inoltre assicurando di ottimizzare il più possibile i propri percorsi per ridurre al minimo il numero di chilometri percorsi. Anche per le consegne espresse di uno o più pacchi, il trasporto su pallet si sta adattando alle zone a basse emissioni (LEZ). In particolare per l’ultimo miglio, nei centri urbani si ricorre sempre più spesso, quando opportuno, a modalità di trasporto sostenibili, come le cargo bike o i veicoli utilitari elettrici.
Di fronte a queste restrizioni, una soluzione unica non è più sufficiente. Il trasporto multimodale è quindi diventato essenziale. Esso consiste nel combinare diverse modalità di trasporto — quali il trasporto stradale, ferroviario o marittimo — per movimentare le merci nel modo più efficiente possibile. In pratica, le lunghe distanze possono essere percorse in treno o via mare, mentre gli ultimi chilometri possono essere coperti su strada utilizzando modalità di trasporto più sostenibili. Questo approccio contribuisce a ridurre le emissioni di CO₂, in particolare limitando il traffico stradale e il numero di autocarri pesanti che attraversano i centri urbani.
Anche la ferrovia è una modalità di trasporto che svolge un ruolo fondamentale in questa trasformazione. Il trasporto merci su rotaia consente di trasportare grandi quantità di merci su lunghe distanze con un’impronta di carbonio ridotta. Si tratta di una soluzione particolarmente efficace per alleviare la congestione stradale e limitare le emissioni. E per le consegne internazionali, anche il trasporto marittimo si allinea a un approccio più sostenibile al trasporto merci.
Per quanto riguarda il trasporto aereo, viene utilizzato quando i tempi di consegna sono molto brevi o per merci di alto valore. Rimane essenziale in determinate situazioni, anche se ha un impatto ambientale maggiore. La sfida odierna consiste nell’integrare meglio questa modalità di trasporto con le altre, per limitarne l’uso solo ai casi in cui sia necessario.
Zone a basse emissioni (LEZ): un vincolo, ma anche un’opportunità
A prima vista, le zone a basse emissioni (LEZ) possono sembrare restrittive. In effetti, richiedono cambiamenti rapidi – e talvolta costosi –, in particolare per le aziende che devono rinnovare le proprie flotte. Tuttavia, questa iniziativa apre anche la strada a una logistica più moderna, più pulita e più intelligente.
Incoraggiando le imprese a rivalutare le proprie modalità di trasporto e l’organizzazione dei flussi logistici, le LEZ favoriscono l’emergere di modelli logistici più efficienti. Lo sviluppo di veicoli a basse emissioni (biciclette da carico, veicoli elettrici, ecc.), l’ottimizzazione dei percorsi e l’uso del trasporto multimodale non solo aiutano a soddisfare i requisiti normativi, ma migliorano anche l’efficienza e riducono l’impatto ambientale delle consegne.
Le LEZ non rappresentano quindi solo dei vincoli per il settore logistico. Al contrario, contribuiscono ad accelerare l’adozione di modelli logistici più agili, più sostenibili e più in linea con le aspettative delle comunità locali, delle imprese e dei clienti. Per gli operatori logistici come GEODIS, la sfida consiste nel trasformare questi nuovi requisiti normativi in motori di innovazione, al fine di offrire soluzioni di trasporto sempre più efficienti e sostenibili.
*https://www.atmo-france.org/article/chiffres-cles