Navigating the Complexity of Border Clearance  for Cargo Tracking Device

Come superare la complessità dello sdoganamento alle frontiere per i dispositivi di tracciamento del carico

Migliorare l’affidabilità della supply chain globale di fronte alle complessità normative
KC Chang by Kian Chuan CHANG 30/06/2022
Riepilogo

Con le crescenti aspettative dei clienti sulla visibilità delle spedizioni, sempre più spedizionieri utilizzano dispositivi di tracciamento multisensore per monitorare diversi attributi delle loro spedizioni durante l’intero movimento logistico transfrontaliero, tra cui temperatura, umidità, posizione o urti. Lo sdoganamento di questi dispositivi elettronici di localizzazione incontra molte difficoltà quando si spostano in diversi Paesi; spesso, infatti, le procedure e i requisiti doganali per questi dispositivi di localizzazione sono molto complicati e causano inutili ritardi e danni alle spedizioni.

È stato promosso un progetto di ricerca1 condotto da studenti dottorandi del TLI-AP (The Logistics Institute, Asia Pacific) della NUS (National University of Singapore) e supportato da GEODIS per indagare sui requisiti normativi esistenti per i carichi che attraversano il confine con dispositivi elettronici di tracciamento. In questo progetto, gli studenti della ricerca si sono concentrati su alcuni Paesi della regione Asia-Pacifico per comprendere le normative vigenti in materia di importazione ed esportazione di dispositivi di tracciamento dei carichi. Alcuni fornitori di dispositivi di tracciamento e utenti finali (sia aziende di logistica che clienti), inoltre, sono stati invitati a compilare dei sondaggi, per capire meglio quali sono le sfide attuali del tracciamento delle spedizioni nel trasporto internazionale.

 

Le sfide del trasporto internazionale con i dispositivi di tracciamento del carico

(1) Non esiste una procedura normativa o una linea guida universale per la gestione dei dispositivi di tracciamento nelle spedizioni internazionali.

  • In alcuni Paesi è necessaria l’approvazione OGA (Other Government Agencies) prima che questi dispositivi possano essere importati; ciò è dovuto principalmente al controllo delle apparecchiature di telecomunicazione, poiché i sensori elettronici richiedono una larghezza di banda di frequenza per i segnali GPS.
  • Alcuni governi regolamentano anche gli articoli elettronici con batterie al litio, a causa della loro classificazione come materiale pericoloso.
  • In alcuni casi, il dispositivo di localizzazione deve essere spento durante il trasporto aereo, per evitare che i segnali interferiscano con i sistemi del velivolo.
  • Per i dispositivi di tracciamento che superano la soglia di valore de minimis, vengono applicati dazi e tasse all’importazione. Ciò crea ulteriori complicazioni quando l’importatore non è il proprietario del dispositivo, poiché è obbligatorio avere uno IOR (Importer of Record) per fare una dichiarazione doganale per il dispositivo di tracciamento.
  • Allo stesso modo, molti di questi dispositivi di tracciamento dovranno essere restituiti o riciclati in un altro Paese. Non esiste un EOR (Exporter of Record) se è richiesta una dichiarazione di esportazione formale per il gadget elettronico, poiché il proprietario del carico di solito non vuole assumersi ulteriori responsabilità legali per il dispositivo di tracciamento.

(2) Quando un fornitore di servizi logistici vuole spedire un carico con dispositivi elettronici di tracciamento, la dichiarazione doganale per tali devices rappresenta una sfida, poiché si tratta di un servizio aggiuntivo per migliorare la visibilità della spedizione durante il trasporto. Se il requisito doganale aggiuntivo comporta costose spese di gestione doganale e procedure complicate, ciò avrebbe un forte impatto sulla redditività commerciale di tale servizio a valore aggiunto.

 

Anticipare il futuro del trasporto: raccomandazioni per superare queste sfide

Il team di ricerca ha proposto alcune raccomandazioni per mitigare le sfide esistenti nell’utilizzo dei dispositivi di tracciamento elettronico per le spedizioni transfrontaliere:

 

Sostenere linee guida e procedure standard globali

Gli organi di governo internazionali, come l’OMD (Organizzazione Mondiale delle Dogane) o l’OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio), devono emanare linee guida chiare su come gestire i dispositivi di localizzazione elettronica utilizzati nelle spedizioni internazionali. Ciò è simile alle linee guida emesse dall’OMD nell’ambito della “Customs Convention on Containers, 1972” (Convenzione sui container), che include disposizioni sull’ammissione temporanea dei container senza la necessità di una dichiarazione doganale. Allo stesso modo, nel maggio 2021 l’OMD ha pubblicato una serie di linee guida su come gestire gli envirotainer per il trasporto internazionale di vaccini; queste linee guida contribuiscono ad eliminare ogni inutile ritardo doganale alla frontiera.

 

Incorporazione di procedure doganali armonizzate negli accordi commerciali regionali

Un approccio simile all’emissione di linee guida operative universali per i dispositivi di localizzazione elettronica nel trasporto transfrontaliero può essere realizzato anche attraverso accordi di libero scambio (FTA) bilaterali o regionali come il RCEP (Regional Comprehensive Economic Partnership) o il CPTPP (Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership). I governi di più Paesi che si uniscono per stabilire procedure doganali semplificate per la tracciabilità delle spedizioni transfrontaliere miglioreranno notevolmente l’efficienza del flusso della supply chain per i prodotti specializzati.

 

Richiedere un Carnet ATA

Il Carnet ATA è un documento doganale internazionale che consente l’esportazione e l’importazione temporanea di merci in esenzione da imposte e dazi per un periodo massimo di sei o dodici mesi. Istituito dalla Convenzione Internazionale ATA e controllato sia dall’Organizzazione Mondiale delle Dogane (OMD) che dalla Camera di Commercio Internazionale (ICC), il Carnet ATA può essere utilizzato per semplificare le spedizioni internazionali con un dispositivo di tracciamento elettronico. Tuttavia, il Carnet ATA può ancora incontrare problemi simili nell’importazione e nell’esportazione del sensore quando:

  • Il dispositivo di tracciamento è considerato un articolo controllato dall’OGA, per cui è necessario un permesso speciale prima dell’importazione.
  • Poiché è previsto un costo minimo per l’elaborazione del Carnet ATA (che varia a seconda dei Paesi), tale costo aggiuntivo potrebbe superare il costo del dispositivo di localizzazione, rendendo l’intero servizio costoso e non competitivo.

 

Richiedere una decisione doganale anticipata

Una raccomandazione pratica ed efficace per mitigare l’attuale situazione di utilizzo di dispositivi di tracciamento nelle spedizioni transfrontaliere è quella di richiedere una Decisione Doganale Anticipata prima della spedizione del carico. Le amministrazioni doganali di molti Paesi forniscono servizi di responso preventivo agli operatori commerciali, offrendo decisioni vincolanti da parte dell’autorità su particolari specifici in relazione alla prevista importazione o esportazione di merci.

Nell’ambito dell’offerta di servizi di consulenza commerciale globale di GEODIS, supportiamo i nostri clienti presentando tutti i dettagli e i documenti di supporto all’ufficio doganale locale durante la richiesta di decisione anticipata. L’ufficio doganale è in grado di fornire una direttiva ufficiale su come il dispositivo elettronico di localizzazione deve essere gestito durante l’importazione con il carico, nonché su come gestire il riciclaggio del dispositivo al momento dell’esportazione. Per tutte le aziende multinazionali che operano in diversi continenti, è assolutamente utile avere chiari i requisiti e le procedure doganali prima della spedizione del carico, in modo da evitare che la spedizione rimanga bloccata in dogana a causa di problemi di sdoganamento del sensore di tracciamento, oltre a garantire la piena conformità normativa per la loro rendicontazione doganale.

 

GEODIS - Il vostro partner globale di fiducia per la conformità doganale e commerciale

A causa della crescente richiesta di utilizzo di sensori elettronici di tracciamento nelle spedizioni negli ultimi anni, procedure doganali complicate e aggiuntive porteranno alcuni commercianti e fornitori di logistica a ignorare i requisiti normativi senza alcuna dichiarazione, esponendosi a potenziali violazioni doganali. GEODIS, leader mondiale nei servizi di brokeraggio doganale, fornisce una gamma completa di soluzioni professionali di conformità doganale a tutti i suoi clienti a livello globale. Abbiamo più di 900 esperti commerciali professionisti in tutto il mondo che supportano i nostri clienti nella ricerca delle normative doganali e commerciali e forniscono soluzioni efficaci per garantire una spedizione efficiente dei carichi e la piena conformità doganale in ogni momento.

Non esitate a contattarci se la vostra azienda ha bisogno di assistenza all’indirizzo: [email protected].

 

 

1. Koh, W. L; Liu, Z. Y. e Lu, Yi. C. (2021) “Challenges in Customs Clearance for Cross-border Shipping with Multi-sensor Tracking Devices”, Tesi di Master, Università Nazionale di Singapore.

 

 

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Author
Kian Chuan
CHANG
Responsabile per l’intermediazione doganale nella regione Asia Pacifico per GEODIS Contract Logistics
Il dott. KC Chang è attualmente Responsabile di intermediazione doganale per la regione Asia Pacifico di GEODIS Contract Logistics, nell’ufficio regionale di Singapore. Il dott. Chang è un leader esperto del settore, con una comprovata esperienza di lavoro nel campo dei trasporti espressi; ha conseguito il suo MBA presso l’Imperial College di Londra, un dottorato professionale presso la Central Queensland University e un DBA presso la Skema Business School.
Il dott. Chang ha iniziato la sua lunga carriera nel settore logistico a metà degli anni Novanta e vanta oltre 25 anni di esperienza dirigenziale con gli integratori globali di servizi espresso, occupandosi della configurazione di nuove operazioni dei servizi di intermediazione doganale in diverse città dell’Asia Pacifico, nonché dell’implementazione di soluzioni doganali e commerciali innovative per soddisfare i requisiti normativi, il miglioramento dei servizi e l’ottimizzazione dei costi. Nel corso degli anni, il dott. Chang è stato invitato come relatore ospite in numerose conferenze mondiali come la World Customs Organization (WCO), l’Asia-Pacific Economic Cooperation (APEC) e l’Assemblea annuale dei Direttori ASEAN-General of Customs su argomenti riguardanti il partenariato pubblico-privato (PPP), la conformità doganale e commerciale e l’eccellenza della supply chain.

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