Logistica contrattuale

 

La logistica in appalto consiste nell’esternalizzazione a lungo termine delle operazioni di magazzinaggio e distribuzione, inclusi la progettazione delle strutture, la manodopera, i sistemi informatici e i servizi a valore aggiunto, a un fornitore specializzato che si impegna a rispettare gli obiettivi di livello di servizio e di costo nell’ambito di un accordo pluriennale.

 

A differenza del semplice stoccaggio, la logistica a contratto integra la ricezione delle merci in entrata, la gestione delle scorte, l’evasione degli ordini, il posticipo, il kitting, i resi e la spedizione dell’ultimo miglio all’interno di un’unica struttura o di un unico campus. Il fornitore mette a disposizione il magazzino (dedicato o condiviso), implementa un sistema di gestione del magazzino (WMS) e l’automazione, recluta e forma la forza lavoro e gestisce programmi di miglioramento continuo (Lean/Kaizen). 

 

Il prezzo combina in genere costi fissi per la struttura e la gestione con tariffe variabili per pallet, riga d’ordine o ora di lavoro, trasformando i costi fissi dello spedizioniere in una spesa scalabile. Le prestazioni sono regolate da indicatori chiave di prestazione (KPI) quali la puntualità delle spedizioni (OT), l’accuratezza delle scorte, il costo per ordine e la produttività per ora di lavoro. I contratti moderni prevedono sempre più spesso meccanismi di condivisione dei profitti e clausole di sostenibilità che fissano un limite massimo di CO₂ per ordine o prevedono l’impegno a utilizzare energia da fonti rinnovabili.

Come viene gestita la logistica contrattuale nella pratica quotidiana? 

 

  • Automazione e tecnologia: i centri di distribuzione sfruttano la robotica, i sistemi di smistamento automatizzati e i dashboard in tempo reale integrati con i sistemi ERP dei clienti per ottenere la massima precisione possibile nella gestione delle scorte.

     

  • Agilità nell’e-commerce: piattaforme dedicate all’e-fulfillment in grado di gestire oltre un milione di ordini all’anno, consentendo chiusure delle ordinazioni in giornata, un’integrazione multicanale senza soluzione di continuità e strumenti di calcolo delle emissioni che forniscono visibilità sulle emissioni di CO₂ per ogni pacco prima della spedizione.

     

  • Miglioramento continuo e sostenibilità: le iniziative di miglioramento continuo possono essere guidate dalle metodologie Lean Six Sigma, con specialisti che mappano i flussi di valore per migliorare l’efficienza. I sistemi di monitoraggio energetico tracciano i consumi per ogni ordine, mentre lo sviluppo di strutture collegate alla rete ferroviaria in Europa contribuisce a ridurre il trasporto su strada in entrata e a diminuire le emissioni di Scope 1 e 2.

Qual è la differenza tra la logistica contrattuale e un servizio 3PL standard?

 

Un 3PL può fornire servizi di magazzinaggio transazionale su base mensile, ma la logistica a contratto prevede una partnership pluriennale con progettazione su misura delle strutture, sistemi IT integrati, personale dedicato e KPI definiti congiuntamente, il che la rende molto più simile a un’estensione strategica della catena di fornitura del cliente.

Perché le aziende scelgono la logistica in outsourcing?

 

Per evitare investimenti in immobili e automazione, accelerare l’ingresso in nuovi mercati, adeguare la capacità produttiva ai picchi di domanda, avvalersi del know-how ingegneristico del fornitore e convertire i costi fissi in costi variabili, condividendo al contempo rischi e benefici.

 

 

Quali KPI regolano un’operazione di logistica in outsourcing?

 

Gli indicatori più comuni della scorecard sono la puntualità delle spedizioni (OT), l’accuratezza delle scorte, il costo per ordine, le righe prelevate per ora di lavoro, il tasso di danneggiamento, il tempo di transito dalla banchina al magazzino, le emissioni di CO₂ per ordine e i risparmi derivanti dal miglioramento continuo, convalidati nelle revisioni trimestrali dell’attività.

 

 

Quanto durano i contratti di logistica a contratto?

 

La durata tipica varia da tre a sette anni. I contratti più brevi sono adatti ai marchi di e-commerce in rapida crescita che desiderano flessibilità; quelli più lunghi giustificano gli investimenti nell’automazione (shuttle, AMR) e consentono ai modelli di condivisione dei profitti di garantire un ROI completo.